Un grandissimo Francesco Molinari recupera dalla 22ma posizione al 2° posto del torneo vinto da Marcel Siem alla sua prima grande vittoria, dopo il Dunhill vinto nel 2004.
Con i 525 mila euro vinti al Golf National di Parigi, il campione tedesco viene catapultato nel panorama dei grandi golfisti del Tour con un esenzione che arriva fino al 2015 e l'11mo posto nel Race to Dubai.
È stato un Open di Francia molto emozionante. Dopo il primo giro, infatti, avevamo molti italiani dei "piani alti" del leaderboard, un Matteo Manassero secondo, un Federico Colombo che sembrava potesse fare "IL" risultato e gli altri nostri campioni a seguire.
Nel secondo giro tutto è cambiato. Complice sicuramente il meteo (che ha fatto anche sospendere la gara per un'ora) ma anche la grande competitività dei campioni in campo.
Sta di fatto che Matteo parte con un triplo bogey e un bogey e Federico rovina tutto nelle ultime sei buche registrando un +7!
Ma il torneo va avanti e, comunque, i nostri giocatori si difendono bene mantenendo le posizioni senza crollare. I "grandi" si fanno sotto, ma non riescono a reggere fino in fondo, compreso Lee Westwood che arriva fino a toccare la seconda posizione ma finisice 40mo parimerito.
Chicco nel terzo giro non gioca bene o, quanto meno, non riesce a fare risultato. Pare quindi sia ormai fuori dai giochi. Ma è nell'ultimo giro di domenica che il torinese tira fuori tutto quello che ha dentro e conclude il giro in 64!
Dopo essere stato a lungo leader in clubhouse, avendo terminato la gara parecchio tempo prima degli altri giocatori in corsa per il titolo, il torinese è stato superato nelle ultime buche dal tedesco Marcel Siem (276 - 68 68 73 67, -8), che ha preso due colpi di vantaggio decisivi con due birdie alle buche 14 e 15, per poi chiudere in sicurezza con un bogey ininfluente alla 18.In totale cinque birdie e un bogey per il 67 (-4) vincente.
Chiudono al 17° posto con 284 (par) Matteo Manassero (66 75 72 71), al 40° con 289 (+5) Lorenzo Gagli (69 75 71 74) e al 61° con 296 (+12) Federico Colombo (67 76 76 77).
Ha concluso in terza posizione con 278 (-6) il francese Raphael Jacquelin, sul quale ovviamente erano puntate le speranze di quasi tutti gli spettatori, sono terminati in quarta con 279 (-5) gli inglesi Ian Poulter, David Howell e David Lynn e in settima con 280 (-4) lo statunitense Brendan Steele e lo svedese Henrik Stenson. In nona con 281 (-3) l'inglese Justin Rose, in 11ª con 282 (-2) il belga Nicolas Colsaerts alla pari con il danese Anders Hansen, leader con Howell dopo tre turni. Al 15° posto con 283 (-1) il thailandese Thongchai Jaidee, al 17° il nordirlandese Graeme McDowell, alla pari con Manassero, al 23° con 285 (+1) il sudafricano Retief Goosen, al 40°, con lo stesso score di Gagli, l'inglese Lee Westwood, che ha anche accusato un infortunio, al 70° con 300 (+16) il tedesco Martin Kaymer.
E' stato un torneo dal finale particolare, perché Molinari con il suo 64 (-7), miglior punteggio assoluto sul giro, ha messo alla frusta gli altri concorrenti in corsa per il successo che non si aspettavano certo di dover competere con uno che arrivava dalle retrovie. La quota "-7" da raggiungere ad ogni costo, fissata dal torinese, ha mandato quasi tutti in sofferenza, a parte Siem che lo ha affiancato dopo nove buche, poi ha cambiato in suo favore il volto della classifica con le due prodezze di cui si è detto.
Anche Henrik Stenson è arrivato al "-7", ma sull'ultima buca è finito in acqua e con il triplo bogey ha perso anche la possibilità di affiancare Molinari al secondo posto, premio che probabilmente meritava. Jacquelin ha deragliato con due bogey nel momento cruciale (9ª e 12ª) e invano ha tentato di riprendere la corsa nel finale. Anche Poulter ha toccato il "-7" a due buche dalla conclusione, ma il tentativo di attaccare Siem si è risolto in un disastro con due bogey.